Intelligenza artificiale: consumatori divisi tra entusiasmo e preoccupazione 

L’Intelligenza artificiale è una tecnologia dall’impatto significativo, ma che divide le opinioni della popolazione mondiale. Secondo l’ultimo Ipsos AI Monitor, che ha esplorato l’evoluzione degli atteggiamenti nei confronti dell’Intelligenza artificiale e i modi in cui potrebbe plasmare il mondo di domani, il 53% degli intervistati globali si dichiara entusiasta dei prodotti e dei servizi che utilizzano l’AI, mentre il 50% afferma che l’Intelligenza artificiale li rende nervosi.

In pratica, a livello internazionale le persone mostrano di essere entusiaste, ma allo stesso tempo, preoccupate per l’impatto della più grande novità tecnologica di questi tempi sul modo di vivere e lavorare presente e futuro.

L’Asia è più ottimista dell’Europa e dei Paesi anglosassoni

L’Ipsos AI Monitor, giunto alla sua terza edizione annuale, ha condotto un’analisi approfondita anche riguardo le aree in cui l’Intelligenza artificiale avrà un impatto più significativo e le prospettive future.

Se i risultati dell’indagine mostrano una popolazione internazionale divisa tra entusiasmo e preoccupazione, a livello geografico l’Asia risulta essere l’area più ottimista sull’utilizzo dell’AI, mentre i Paesi anglosassoni e l’Europa si distinguono per un maggiore scetticismo.

Discriminazione : la maggioranza ha meno fiducia negli esseri umani che nell’AI 

In ogni caso, in 29 Paesi sui 32 considerati da Ipsos, un maggior numero di persone pensa che gli esseri umani siano più propensi a discriminare gli altri rispetto all’AI.
Solo in Irlanda prevale la fiducia nelle persone rispetto all’Intelligenza artificiale in termini di discriminazione. 

In media, il 37% degli intervistati a livello globale teme poi che l’AI amplificherà la disinformazione online, mentre il 30% ritiene che la ridurrà.
In particolare, in Svezia, Australia e Nuova Zelanda la maggioranza delle persone è pessimista su questo fronte.

L’AI avrà un impatto positivo o negativo sulle professioni e il modo di lavorare?

Non sorprende che il livello di conoscenza e competenza risguardo l’Intelligenza artificiale sia più alta tra la generazione più giovane.
Di fatto, se il 67% delle persone nei 32 Paesi considerati dalla ricerca dichiara di avere una buona conoscenza dell’AI, questa percentuale aumenta al 72% tra la Generazione Z e al 71% tra i Millennials, mentre si abbassa al 58% tra i Baby Boomers.

Sul tema lavoro e professione le persone sono più propense a credere che l’AI migliorerà il loro lavoro. Il 37% è convinto infatti che l’Intelligenza artificiale migliorerà la propria occupazione, rispetto al 16% che, al contrario, si aspetta un peggioramento.
Tuttavia, il 36%, soprattutto tra i più istruiti, pensa che l’AI sostituirà il proprio lavoro nei prossimi anni.