Indagini sui furti dei dipendenti infedeli

Per furti da parte di dipendenti infedeli si intendono tutte quelle sottrazioni indebite che un dipendente può andare a perpetrare nei confronti della sua azienda.

Si tratta di furti piccoli e grandi che hanno luogo più spesso di quanto possiamo pensare e rappresentano chiaramente una perdita non ingente per aziende ed imprese di ogni tipo, nonché per la pubblica amministrazione.

In questo caso, quando si sospetta che uno o più dipendenti possano mettere in atto un comportamento di questo tipo, è possibile rivolgersi ad un’agenzia di investigazioni private che potrà far luce su ogni cosa.

Furti di questo tipo si verificano in ufficio ma anche all’interno di negozi e grandi magazzini. Nel momento in cui un lavoratore sottrae senza autorizzazione qualsiasi tipo di articolo dal luogo di lavoro, può essere sanzionato con una azione disciplinare che può scaturire anche in un licenziamento.

Gli episodi più frequenti di furto

Per quel che riguarda gli uffici, solitamente i dipendenti infedeli vanno a sottrarre eventuale materiale informatico vario, che va dalle semplici penne USB agli hard disk estraibili, tablet, smartphone aziendali, stampanti e scanner se non direttamente computer portatili.

Nel caso di grandi magazzini invece, solitamente i dipendenti infedeli cercano di sottrarre all’azienda capi di abbigliamento, accessori costosi quali borse e cinture o altro tipo di articolo pregiato o comunque di un certo valore.

Questi sono i settori in cui più frequentemente si verificano i furti, ma chiaramente non sono gli unici.

Grazie ad un investigatore privato è possibile fare luce su questo tipo di situazione. È la legge stessa infatti a prevedere che il datore di lavoro possa rivolgersi ad un investigatore privato per salvaguardare il patrimonio aziendale.

Come avviene l’indagine

Nel momento in cui l’agenzia investigativa viene assoldata, questa si occuperà di mettere in atto tutte quelle indagini, appostamenti e rilevazioni fotografiche o video che consentano di risalire all’autore dei furti e mettere in evidenza la frequenza con la quale la merce viene indebitamente sottratta.

Tutti questi dati vengono forniti dall’agenzia investigativa al committente con grande rapidità. In questa maniera l’azienda committente potrà adoperare tali dati per prendere tutte le misure che ritiene necessarie nei confronti del dipendente o dei dipendenti infedeli.

La documentazione video e fotografica inoltre, è molto importante in sede legale, soprattutto nel momento in cui il dipendente va di intentare una causa legale per ingiusto licenziamento.

La produzione di un report

È compito dell’agenzia investigativa a produrre un dettagliato report che includa tutto quello che è stato scoperto grazie alle attività di investigazione, incluse eventuali fotografie o riprese video.

Il report contiene chiaramente l’elenco della tipologia di attività investigative adottate, le date ed ogni altra singola informazione utile all’azienda per mettere i dipendenti infedeli di fronte alle proprie responsabilità.

Si tratta di un documento che riassume dunque tutte le fasi di indagine e gli elementi riscontrati, di facile consultazione e ricco di dettagli che il datore di lavoro può riscontrare e adoperare per trarre le proprie conclusioni.

Conclusione

Sicuramente, laddove possibile, prevedere un servizio di sorveglianza può essere una soluzione per arginare il fenomeno da parte dei dipendenti infedeli.

Ad ogni modo un servizio di questo tipo non è detto sia risolutivo, perché non sempre è possibile osservare tutto quello che un singolo dipendente fa, soprattutto in grandi edifici con centinaia di aziende.

In caso di dubbi, soprattutto quando determinata merce o attrezzatura da lavoro presente in sede sembra svanire nel nulla, meglio rivolgersi ad una agenzia di investigazioni per far luce su ciò che accade alle spalle dell’azienda e mettere fine a questa situazione spiacevole individuando i responsabili.

La caldaia non parte quando si apre l’acqua calda

La caldaia è certamente uno dei dispositivi maggiormente responsabili del benessere e del comfort percepito in casa. Essa infatti garantisce acqua calda che possiamo adoperare per più di un motivo in casa e che è diventata ormai irrinunciabile per tutti noi.

Chi infatti potrebbe ovviare facendo una doccia fredda e rinunciare al benessere dell’acqua calda? E come resistere durante le fredde giornate invernali nel caso in cui la caldaia non parta nel momento in cui si tenta di accendere il riscaldamento per mezzo dei termosifoni?

Per questo motivo la caldaia è praticamente il fulcro di benessere di un appartamento, e nel momento in cui questa non funziona o presenta alcune anomalie facciamo bene a chiamare un tecnico per la riparazione o cercare di effettuare della piccola manutenzione domestica così da riuscire a risolvere.

Il caso della caldaia che non parte quando si apre l’acqua calda è una classica situazione che manda tante persone nel panico e per la quale spesso si finisce con il chiamare un tecnico.

In effetti si tratta di una situazione che potrebbe essere non semplice da gestire e risolvere per chi non è esperto, ad ogni modo ci sono dei piccoli tentativi che è possibile fare prima di dover chiamare un tecnico che si occupa della installazione caldaie.

Il blocco di protezione

Uno dei motivi per i quali la caldaia non parte potrebbe essere semplicemente che essa vada in blocco di protezione.

Ciò avviene quando ad esempio la pressione dell’impianto è troppo alta o troppo bassa. Considera che di norma la pressione di esercizio corretta oscilla tra 1,4 e 1,6 bar.

Nel caso in cui il manometro indichi in una pressione che sia particolarmente alta o molto più bassa di questa, potrebbe entrare in funzione il blocco di sicurezza che impedisce alla caldaia di avviarsi.

In questo caso è sufficiente far entrare o uscire dell’acqua dall’impianto per far aumentare o diminuire la pressione e farla rientrare nel range corretto.

L’elettrodo non funziona

Un altro dei motivi per i quali la caldaia non parte può essere quello della fiamma che non si accende. In questo caso il problema può risiedere nell’elettrodo che non è in grado di far scoccare la scintilla necessaria per avviare la combustione del gas che poi va a riscaldare l’acqua.

In questo caso possiamo provare a controllare che non ci sia il bruciatore troppo sporco o che vi sia la termocoppia guasta.

I codici di errore sul display

Soprattutto i modelli più moderni di caldaie hanno dei display che mostrano degli eventuali codici di errore nel caso in cui ci sia un anomalia.

Questi codici servono ad identificare i problemi che di volta in volta si verificano, ed è possibile consultare il manuale di istruzioni per sapere esattamente quel determinato codice a quale tipo di guasto fa riferimento.

Questi codici cambiano da produttore a produttore e se si ritiene di non essere in grado di intervenire sul pannello per risolverli, è bene chiamare direttamente un tecnico.

La temperatura impostata

È possibile in ultima analisi che il problema sia anche relativo alla temperatura impostata troppo bassa.

Le caldaie più moderne hanno dei sensori che rilevano la temperatura presente all’interno dell’ambiente e di conseguenza adeguano il generatore.

Nei modelli più vecchi di caldaia invece questo tipo di dispositivo non è presente e dunque potremmo avere impostato manualmente una temperatura troppo bassa, motivo per il quale l’acqua non si riscalda a sufficienza e abbiamo la sensazione che la caldaia non si accenda.

Over Motel | Wellness Suite a Monza

La zona tra Monza e Milano è particolarmente frequentata da quanti si spostano per motivi di business o da parte di coloro che raggiungono appositamente quest’area da qualsiasi altra regione italiana sempre per motivi di lavoro. Questo è il motivo per il quale sono in tanti ad avere bisogno di strutture ricettive in zona in grado di assicurare un valido riposo, ma soprattutto che consentano di spostarsi velocemente da Monza a Milano e viceversa, in base agli impegni del giorno. In questo senso l’Over Motel è uno dei più gettonati tra gli alberghi  di Monza proprio per la sua posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano, ma non solo.

Le camere infatti, mettono a totale agio i clienti consentendo loro di riposare in maniera ottimale tra un impegno di lavoro e l’altro. Inoltre questo motel Monza mette a disposizione degli utenti dei mini box parcheggio privati con accesso fronte camera, in questa maniera il cliente può tranquillamente parcheggiare la propria vettura nei pressi della propria camera e non avere dunque alcun tipo di pensiero in merito. Inoltre, grazie ad una apposita tenda motorizzata, è possibile chiudere la visuale e garantirsi così tutta la privacy di cui si avverte la necessità.

L’Over Motel mette inoltre a disposizione degli utenti della camere che hanno un proprio centro benessere, dunque ad uso esclusivo degli ospiti della camera, che consente di ottenere un riposo ed un relax ancora più profondi ed efficaci, grazie all’hammam o all’idromassaggio o qualsiasi altro dei trattamenti che il cliente desidera di concedersi In occasione della sua permanenza in struttura. L’Over Motel è dunque un’occasione unica per coniugare un impegno di lavoro ad un momento di piacevole benessere, in una struttura finemente arredata ed in grado di regalare agli ospiti tutto il benessere di cui hanno bisogno.

L’importanza di mantenere una corretta idratazione anche al lavoro

Grazie al moderno dispenser d’acqua per l’ufficio dell’azienda IWM è possibile risolvere l’annoso problema del permettere ai propri dipendenti o clienti di poter bere tranquillamente l’acqua che si desidera. Mantenere una adeguata idratazione nel corso della giornata inoltre, consente di mantenere un elevato livello di concentrazione, il che è ideale per mantenere sempre ottimale il livello della produttività. Per questo motivo sono tante le aziende e gli uffici che hanno già deciso di utilizzare questi impianti di ultima generazione all’interno dei locali, e consentire soprattutto ai dipendenti di poter bere liberamente ogni qualvolta ne avvertono la necessità, con la certezza di bere un’acqua veramente salutare e  bilanciata. Grazie ai dispenser IWM i dipendenti potranno bere dell’acqua fredda ma anche calda a piacimento; inoltre basta un semplice gesto della mano per avere dell’ottima acqua gassata o addirittura i cubetti di ghiaccio per chi lo preferisce.

Il vantaggio per le aziende o uffici che adottano questi impianti di nuova generazione, è anche quello di riuscire a risparmiare sui costi di approvvigionamento idrico, dato che questi prelevano direttamente l’acqua del rubinetto e la depurano migliorandone il sapore. Non sarà più necessario dunque acquistare costose bottiglie o l’acqua degli ingombranti boccioni, ma tutta la comodità e la convenienza di un’acqua buona da bere e dal prezzo decisamente contenuto. Vi è una ottima scelta in fatto di modelli e colori, così che sia possibile individuare esattamente l’impianto maggiormente in grado di adattarsi al design del contesto in cui verrà inserito, e l’azienda o ufficio in questione non avranno pensieri nemmeno per quel che riguarda la manutenzione. Saranno direttamente i tecnici IWM infatti, ad apportare gli interventi periodici necessari nel corso dell’anno per garantire sempre il perfetto funzionamento dell’impianto, così che questo possa consentire a tutti di bere sempre dell’ottima acqua con la semplice pressione di un pulsante.

Calzature Bruno Bordese: comfort, estetica e appeal

Le calzature Bruno Bordese sono ideali per te che ami vestire con cura e desideri affidare i tuoi piedi ad una scarpa che possa garantirgli tutto il comfort necessario ed il benessere che desideri, anche quando le indossi per un periodo prolungato di tempo. Questo brand intraprendente si prende cura di te sia quando desideri una scarpa per le occasioni più importanti che per gli appuntamenti quotidiani quali il lavoro o il tempo libero, apportando tutto il suo contributo in termini di ricercatezza e stile. La grande attenzione per i dettagli e la cura per i materiali impiegati è il marchio di fabbrica che contraddistingue ogni prodotto Bruno Bordese, il che traspare in maniera evidente semplicemente osservando un qualsiasi tra le tante calzature proposte, e la scelta è davvero ampia se si pensa alle tantissime calzature (per lui e per lei) pensate appositamente per ogni momento della giornata.

Chi sceglie questo importante brand infatti, ama la moda ma al tempo stesso “fare” moda: grazie alla genialità che è propria di ogni creazione Bruno Bordese infatti, queste ottime calzature sono in grado di creare nuove tendenze e completare il proprio outfit apportando, in base ai gusti e alle abitudini di ciascuno, quel tocco in più in termini di perfezione e design di cui ognuno di noi è alla ricerca. Bruno Bordese è dunque un brand che non lascia nulla al caso, e che conosce bene le esigenze ed i desideri di chi ama essere sempre in linea con le mode del momento, mostrando agli altri tutta l’attenzione che si adopera nello scegliere cosa indossare. Se cerchi dunque una calzatura che possa completare il tuo abbigliamento in maniera originale ed in linea con le ultime tendenze, Bruno Bordese è ciò di cui hai bisogno per coniugare comfort, estetica e appeal.

Filtrare efficacemente gli accessi negli uffici pubblici

Quello della sicurezza all’interno degli edifici pubblici, con particolare riferimento ai tribunali considerando i recenti episodi di cronaca, è un problema che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti e che necessita di soluzioni urgenti per tutelare l’incolumità di tutti coloro i quali vi prestano servizio a vario titolo. Non è possibile infatti, pensare che qualcuno possa decidere di entrare indisturbato all’interno dei tribunali e girare per le stanze alla ricerca di documenti vari, oppure di introdurre delle armi allo scopo di vendicarsi con qualcuno. Troppo spesso purtroppo, capita di apprendere dai media che episodi di questo tipo si continuano a verificarsi nonostante l’innalzamento del livello di guardia e l’ingente spiegamento di risorse allo scopo di prevenire tale eventualità.

Al momento, la soluzione più efficace per riuscire a mettere in pratica un controllo accessi capillare è quello di installare uno dei sistemi di ultima generazione proposti da Cotini srl, azienda della provincia di Milano da sempre impegnata in questo ambito.

I sistemi progettati e commercializzati da Cotini srl per il controllo degli accessi rappresentano l’avanguardia tecnologica del settore e la risposta concreta alle esigenze della pubblica amministrazione nel mettere in sicurezza edifici pubblici ritenuti “sensibili” e nei quali è necessario andare a filtrare gli accessi in maniera efficace. I lettori apriporta proposti da Cotini srl possono dunque riconoscere gli utenti sia in base al pin che vanno a digitare, così come mediante l’utilizzo di un apposito badge o l’impronta digitale.

Proibire l’accesso ai non aventi diritto diventa così una operazione decisamente più semplice e gestibile grazie ai sistemi Cotini srl, anche in considerazione del grande flusso di lavoratori, funzionari ed utenti che ogni giorno hanno necessità di raggiungere il tribunale e ai quali deve essere garantito un accesso rapido, evitando che il sistema di filtro degli accessi sia causa di code agli ingressi e quindi disagio per tutti.

Cialdamia e i benefici del caffè

Il caffè è notoriamente una delle bevande più apprezzate dagli italiani, ma quel che molti non sanno è che questo sia al tempo stesso un toccasana per la salute. È infatti scientificamente dimostrato che il caffè è in grado di stimolare l’intelligenza, favorire il consumo di grassi, riduce il rischio di contrarre patologie quale il diabete 2 ma anche l’alzheimer, stimola il buon umore e fornisce un valido aiuto nel combattere la depressione. I motivi per i quali regalarsi una buonissima tazza di caffè sono dunque molteplici, ed è possibile farlo senza nessun rimorso: se bevuto senza eccedere infatti, questo è in grado di rappresentare un valido contributo per il nostro organismo. A questo però, deve necessariamente abbinarsi un gusto che sia in grado di regalare piacevolissime sensazioni anche al palato, e non sono al nostro corpo in genere. Per avere la certezza di scegliere un prodotto di assoluta qualità, dal gusto e dall’aroma garantiti, la soluzione più oculata è quella di optare per le capsule delle migliori marche: NespressoLavazza a Modo Mio o Nescafè dolce gusto, sono sicuramente tra le preferite dagli italiani e quelle in grado di garantire l’esperienza migliore.

Queste famose capsule infatti, sigillate ermeticamente per preservare al massimo l’aroma ed il gusto, riescono a soddisfare il desiderio di caffè consentendo a ciascuno di bere esattamente quello preferito. Le miscele a disposizione sono infatti davvero tante, e tutte accuratamente selezionate, e non sarà difficile individuare tra queste quella che più delle altre è in grado di incontrare i propri desideri. Tutte qualità da provare e grazie alle quali sarà finalmente possibile bere ogni giorno il caffè dei propri desideri senza doversi più accontentare di qualcosa che semplicemente ci si avvicina, e con la certezza di aver contribuito a fare al tempo stesso qualcosa per la propria salute.

www.cialdamia.it è forse il miglior sito italiano per l’acquisto di cialde e capsule compatibili Nespresso e non: la sua interfaccia è semplice da utilizzare, e propone un buon livello di UX ed un catalogo prodotti ben articolato. La procedura di checkout è semplice ed immediata, consente l’acquisto in modalità “guest” ed offre diverse possibilità di risparmio, sopratutto sugli acquisti in bundle e le alte quantità. Consigliatissimo!

Quali sono i prodotti alimentari che sono aumentati di più?

Nel bimestre aprile-maggio si prospetta un’ulteriore intensificazione dell’inflazione. Rispetto al bimestre precedente, si attendono quindi aumenti per la media di 46 prodotti alimentari maggiormente consumati, e la crescita su base annua potrebbe arrampicarsi fino al +12,7%. Secondo l’indagine condotta da Unioncamere, con la collaborazione di BMTI e REF Ricerche, relativa alle rilevazioni sui prezzi pagati all’industria alimentare dalle Centrali di Acquisto della Gdo, mostrano un aumento del +2,1% nel mese di marzo, con una crescita che si porta al +10,9% rispetto a marzo 2021. E tra i prodotti che a marzo hanno registrato più variazioni rispetto al mese precedente spicca l’aumento del pollo fresco (+4,3%), a causa di un’offerta ridimensionata per l’influenza aviaria e per l’aumento dei costi dei mangimi. E quello del burro (+3,8%), segnato dalla riduzione delle disponibilità a livello continentale.

Bimestre aprile-maggio: in media prezzi a +3,5%

Le indicazioni fornite dalle Centrali di Acquisto della GDO preconizzano significativi aumenti anche per il bimestre aprile-maggio: in media per i 46 prodotti alimentari monitorati l’aumento si attesta al +3,5%, trainato soprattutto dai prodotti derivati dei cereali, e in particolar modo dalla pasta di semola (+6,6%) e dal pane (+6,5%). Ma sono attesi aumenti significativi anche per il burro (+5,6%).

Pasta di semola +3,7%, riso +3,7%, e pane +3,4%

Diffusi ed elevati aumenti anche nei prodotti cerealicoli e derivati (pasta di semola +3,7%, riso +3,7%, biscotti +3,6%, pane +3,4%), per effetto dei rincari delle materie prime, come grano duro e grano tenero, e dell’energia, già in atto nel 2021. L’inflazione per il mese di marzo, secondo i dati di preconsuntivo forniti dalle Centrali di Acquisto, subisce una vistosa accelerazione al +10,9%, con i rincari maggiori per la carne di pollo (+34,8%), e l’olio di semi vari (+30,5%), complice la carenza di approvvigionamenti di olio di girasole dal Mar Nero: Russia e Ucraina sono infatti due maggiori produttori di olio di girasole al mondo. Ma anche per la pasta di semola (+22,5%).

Riso: un’offerta disponibile inferiore alla domanda

La filiera risicola nazionale è segnata negli ultimi mesi da un’offerta disponibile inferiore alla domanda delle riserie, da timori legati all’impatto sulle prossime semine delle condizioni siccitose registrate in Nord Italia, e dagli elevati costi di produzione, a cominciare da energia e fertilizzanti.
Le anticipazioni raccolte sui prezzi pagati all’industria alimentare dalle Centrali d’Acquisto, riporta Agi, suggeriscono una ulteriore accelerazione dell’inflazione alimentare al consumo nei mesi estivi, verso valori superiori al 7%. Per la media dell’anno 2022 la previsione è al +6,1%.

Dalla UE nuove regole per le Big Tech

Il Parlamento e Consiglio Europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla legge sui servizi digitali (Digital Services Act – DSA): insieme al Digital Markets Act, il DSA stabilirà gli standard per uno spazio digitale più sicuro e condizioni di parità per aziende e Big Tech nei prossimi anni. In base alle nuove regole, le piattaforme online, come social media e mercati, dovranno adottare misure per proteggere gli utenti da contenuti, beni e servizi illegali. La Commissione e gli Stati membri avranno accesso agli algoritmi di piattaforme online molto grandi, inoltre vi sarà una rimozione rapida di contenuti illegali, inclusi prodotti e servizi. Gli utenti saranno autorizzati a segnalare contenuti illegali e le piattaforme dovranno agire rapidamente.

Diritti fondamentali da tutelare anche online

Tutele più forti anche per garantire che le segnalazioni siano trattate in modo non arbitrario e discriminatorio e nel rispetto dei diritti fondamentali, compresa libertà di espressione e protezione dei dati. I mercati online devono poi garantire che i consumatori possano acquistare prodotti o servizi sicuri, rafforzando i controlli per dimostrare che le informazioni fornite siano affidabili (principio Know Your Business Customer), nonché adoperarsi per prevenire la visualizzazione di contenuti illegali. Le vittime di violenza informatica saranno meglio protette, soprattutto contro la condivisione non consensuale (revenge porn) con rimozioni immediate. Piattaforme e motori di ricerca possono essere multati fino al 6% del loro fatturato mondiale. Nel caso di piattaforme con più di 45 milioni di utenti la Commissione avrà il potere esclusivo di esigere la conformità.

Meno oneri e più tempo per adattarsi alle Pmi

La Commissione seguirà da vicino i potenziali effetti economici dei nuovi obblighi per le Pmi, e i nuovi obblighi di trasparenza consentiranno agli utenti di essere meglio informati su come viene consigliato il contenuto. Inoltre, gli utenti avranno un migliore controllo su come vengono utilizzati i loro dati personali, e la pubblicità mirata sarà vietata quando si tratta di dati sensibili. Le piattaforme accessibili ai minori dovranno adottare misure specifiche per tutelarli, anche vietando totalmente la pubblicità mirata, e sarà vietato manipolare le scelte degli utenti attraverso ‘modelli oscuri’: piattaforme e mercati online non dovrebbero spingere le persone a utilizzare i loro servizi, ad esempio esortando il destinatario a modificare la propria scelta tramite l’interferenza dei pop-up. E annullare un abbonamento dovrebbe diventare facile come abbonarsi.

Risarcimento di eventuali danni o perdite

I destinatari dei servizi digitali avranno il diritto di chiedere il risarcimento di eventuali danni o perdite subiti a causa di violazioni da parte delle piattaforme. Le piattaforme molto grandi, riporta Italpress, dovranno rispettare obblighi più severi nell’ambito della DSA, proporzionati ai rischi che comportano quando diffondono contenuti illegali e dannosi, compresa la disinformazione. Inoltre dovranno valutare e mitigare i rischi sistemici ed essere soggette ad audit indipendenti ogni anno. E le grandi piattaforme che utilizzano i ‘sistemi di raccomandazione’ (algoritmi che determinano ciò che vedono gli utenti) devono prevedere almeno un’opzione che non sia basata sulla profilazione.

I prestiti? Servono per sposarsi

Nonostante il tempo passi, gli italiani si confermano dei fan del matrimonio in grande stile. Insomma, per il giorno del sì non ci devono essere rinunce. La riprova è che i nostri connazionali sono tornati a chiedere prestiti personali per sposarsi tanto è vero che, nei primi tre mesi del 2022, il peso percentuale delle richieste di finanziamento per matrimoni e cerimonie è aumentato del 46% rispetto allo stesso periodo del 2021; il 12% in più se confrontato con i livelli pre-pandemia rilevati nel primo trimestre 2019. In base alle stime del comparatore, i finanziamenti erogati nel corso del trimestre per far fronte a questo tipo di spesa equivarrebbero a circa 100 milioni di euro. Lo dice una recente indagine realizzata da Facile.it e Prestiti.it, condotta su un campione di oltre 30.000 domande di prestiti personali.

La cifra richiesta

Per le spese del matrimonio i richiedenti hanno fatto domanda, in media, 9.856 euro, valore in linea con quanto rilevato nel 2019, da restituire in 60 rate (5 anni). In calo, invece, l’età media dei richiedenti, che è passata dai 40 anni del periodo pre-Covid ai 37 anni rilevati nei primi tre mesi del 2022.
“Grazie all’allentamento delle restrizioni il 2022 è visto da molti operatori del settore come l’anno di ripresa per l’industria dei matrimoni e i dati sulla richiesta dei prestiti personali sembrano confermare questo trend”, spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it. “Positivo il calo dell’età media dei richiedenti su cui hanno avuto un peso anche le politiche a sostegno dei giovani introdotte dal Governo, in particolare le agevolazioni per l’acquisto della casa e la sottoscrizione di mutui rivolti agli under 36”.
Interessante notare come a presentare richiesta di prestito personale per spese legate ai matrimoni e cerimonie sia stata, nel 40% dei casi, una donna; il valore risulta nettamente superiore alle altre tipologie di prestito personale, dove il campione femminile normalmente rappresenta meno del 25% della domanda.

Più liquidità anche per altri desideri

Allargando l’analisi alle richieste totali di prestiti personali raccolte online emerge che, nel primo trimestre 2022, gli italiani che si sono rivolti ad una società di credito hanno cercato di ottenere, in media, 11.502 euro. Il valore risulta non solo superiore a quello del 2021 (+4%), ma anche più alto rispetto all’importo medio richiesto pre-Covid (11.200 euro nel primo trimestre 2019).
Guardando alle finalità dichiarate in fase di domanda emerge che la prima ragione che ha spinto gli italiani a rivolgersi ad una società di credito è stata la richiesta di liquidità (32%), seguita da quelle per l’acquisto di auto usate (18%). In forte aumento la richiesta per il consolidamento debiti, che rappresenta circa il 15% delle domande; il dato va letto alla luce dell’andamento dei tassi di interesse che, nel primo trimestre dell’anno, sono rimasti estremamente favorevoli offrendo così ai consumatori la possibilità di consolidare debiti già in corso, in alcuni casi anche risparmiando sulla rata del finanziamento.

Le strategie del Design Thinking per aiutare le aziende

In tempi straordinari, in cui gli shock sono sempre più inaspettati, il Design Thinking può dare un aiuto e una risposta, portando alla ridefinizione dei problemi tramite logiche creative che aiutino a capirne meglio la natura, e a trovare nuove soluzioni. Analogical Reasoning (ragionamento analogico), Associative Thinking (pensiero associativo) e Abductive Reasoning (ragionamento abduttivo) sono tre logiche creative che permettono di affrontare le sfide dell’innovazione.

Lo studio dell’Osservatorio Design Thinking for Business della School of Management del Politecnico di Milano, mostra come queste tre logiche vengono adottate a seconda della sfida di innovazione che ci si trova a dover fronteggiare.

Le tre logiche creative

In particolare, il ragionamento analogico descrive come gli individui estraggano la conoscenza da una fonte e la trasferiscano a un obiettivo. Il pensiero associativo consiste invece nel creare e trovare link tra informazioni e conoscenze distanti che non sono collegate. Il ragionamento abduttivo crea nuova conoscenza attraverso la formazione di ipotesi esploratorie che pongono proposte plausibili di spiegazione, con lo scopo di conciliare le differenze tra diverse informazioni e conoscenze.

Tutte e tre le logiche ottengono risultati simili quando il problema da affrontare è ben definito, ma il ragionamento analogico mostra valori significativamente inferiori nelle sfide dell’innovazione mal definite, in cui invece le operazioni di estrazione delle differenze, trasformazione dell’insieme di informazioni e costruzione immaginativa, appaiono particolarmente utili.

Operazioni creative differenti

In un problema ben definito, invece, il ragionamento abduttivo è percepito come prezioso ed efficace, e soprattutto le operazioni di costruzione immaginativa di scenari that-if sono tra le più efficaci, e con molteplici spiegazioni possibili. Le logiche creative sono perciò caratterizzate da una serie di operazioni creative che si differenziano a seconda delle logiche stesse. A fronte di sfide di innovazione che differiscono per definizione e predisposizione all’innovazione, le logiche creative che abilitano e supportano i processi di Design Thinking nel fare framing e reframing cambiano per appropriatezza e valore. Questo aiuta manager e imprenditori che affrontano sfide sempre più complesse a gestirle e comprenderle meglio, facilitando quindi una riflessione iniziale che aiuta a valorizzare poi il processo risolutivo.

Ridefinire il reale e dargli una nuova cornice

“Nei progetti innovativi la sfida da affrontare non è mai ben definita – afferma Claudio Dell’Era, Direttore dell’Osservatorio Design Thinking for Business -. È necessaria una maggiore comprensione. Lo scopo del Design Thinking è proprio quella di accompagnare per mano aziende e manager nel processo di innovazione, ridefinendo il reale e dandogli una nuova cornice. Tutto ciò nella consapevolezza che nel definire e ridefinire il problema, non si sta perdendo tempo, anzi si sta già approcciando la risoluzione delle sfide stesse”.

Allarme rifiuti tecnologici, come far durare di più il nostro device

Poche cose invecchiano tanto velocemente quanto i nostri dispositivi elettronici. O, comunque, la maggior parte delle persone vuole sempre gli ultimi modelli di smartphone, così da condannare a una vita breve gli apparecchi precedenti. Fatto sta che, solo nel 2021, la produzione di rifiuti elettronici ha toccato la cifra record di 58 milioni di tonnellate. A dirlo è l’ultimo Global E-Waste Monitor, che segnala come aumentino le apparecchiature da smaltire e al contempo diminuisca il loro tempo di durata.

Perchè invecchiano così in fretta?

Un po’ ci sono le mode, come in tutti gli aspetti della vita. Un po’ i device tendono a invecchiare precocemente, e smettono di poter esser aggiornati ai vari software successivi. Ancora, pare che alcune case produttrici applichino una sorta di obsolescenza programmata ai modelli che commercializzano, così da spingere (o forse costringere) i consumatori a sostituire di frequente i loro device. In ogni caso, quello dei rifiuti elettronici è un problema davvero molto serio, che va affrontato anche con responsabilità individuale.

Lunga vita ai device

Per far sopravvivere i nostri dispositivi più a lungo e preservarli dall’ obsolescenza tecnologica (con buona pace anche per l’ambiente), arrivano i consigli di Brian X. Chen, l’esperto di tecnologia del New York Times, consigli poi ripresi da Agi. In prima battuta, Chen ci sostiene che gli aggiornamenti software dei nostri device non debbano essere installati in modo assolutamente automatico. Gli aggiornamenti, per l’esperto, si possono anche ritardare. Però dobbiamo seguire alcune regole in fatto di sicurezza.
Dopotutto, non è realistico per tutti eseguire l’aggiornamento secondo i programmi di un’azienda tecnologica: alcuni dispositivi, inclusi i telefonini Android, smettono di ricevere aggiornamenti software dopo soli due anni. Non tutti abbiamo il tempo o il denaro per acquistare nuovi prodotti regolarmente. Allo stesso tempo, però, non vogliamo utilizzare gadget vulnerabili a bug, attacchi informatici e altri difetti. Gli aggiornamenti, per l’esperto, si possono anche ritardare. Però dobbiamo seguire alcune regole in fatto di sicurezza, ha scritto Brian X. Chen.

Le regole del software

L’esperto consiglia poi di mantenere sempre aggiornato il proprio browser, di evitare comportamenti a rischio (ad esempio bisognerebbe utilizzare solo app certe), di proteggere il proprio account online con l’autenticazione a due fattori e di installare sul proprio computer un sistema operativo diverso, ad esempio Linux che è un open source. Certo, bisogna essere un po’ “smanettoni” per fare tutti questi passaggi, ma di sicuro i propri smartphone e pc saranno non solo più sicuri, ma anche longevi.

Amazon e l’innovazione delle Pmi

Amazon è uno strumento importante per l’evoluzione organizzativa e strategica delle aziende. Secondo lo studio curato da Nomisma, Il contributo del marketplace di Amazon nell’innovazione di impresa, emerge come la collaborazione con il marketplace dia modo a molte realtà di conseguire una vera e propria evoluzione a livello strutturale e di organizzazione, e non solo di ottenere uno sviluppo in termini di vendite.
L’impatto che Amazon ha sulle Pmi, in particolare, induce le imprese ad adeguarsi agli standard elevati dell’e-commerce e ad aprirsi all’internazionalizzazione, determinando un miglioramento delle competenze e delle strategie dell’azienda stessa. Quanto all’aumento del fatturato, se negli ultimi 3 anni l’85% delle imprese ha registrato un incremento del fatturato online, il fatturato totale è cresciuto anche per il 57% delle imprese che vendono principalmente offline, e per l’81% di quelle che puntano in maniera prevalente sul canale online.

Si amplia il bacino di utenza oltre il territorio nazionale

L’aumento del fatturato è dovuto all’ampliamento del bacino di utenza oltre il territorio nazionale. A confermare questa espansione sono i dati relativi ai clienti delle aziende, il 26% dei quali localizzato in Paesi europei diversi dall’Italia e il 5% nel resto del mondo. In particolare, la quota dei clienti extra-nazionali è aumentata del 15% rispetto al periodo precedente all’attivazione del rapporto con Amazon. Con Amazon, poi, le esportazioni sono raddoppiate, passando dal 16% al 32% delle vendite totali. Rimane invariata, invece, la catena dell’approvvigionamento, che resta radicata sul territorio italiano.

Migliorano competenze e servizi

Le imprese maggiormente orientate verso l’estero hanno anche messo in atto miglioramenti strutturali e competenze: dallo sviluppo di servizi di customer service nella lingua del cliente all’introduzione di prodotti più idonei per i mercati di destinazione fino al miglioramento dei metodi di amministrazione, distribuzione e produzione.  Il 55% delle aziende, inoltre, afferma che la collaborazione con Amazon ha contribuito a migliorare il loro servizio e il 51% ha riscontrato un aumento del gradimento dei prodotti da parte della clientela.

Inoltre, per il 38% delle imprese si è ridotto il tempo tra ideazione e commercializzazione del prodotto, soprattutto per le realtà che hanno saputo sfruttare al meglio il rapporto diretto con i clienti.

Uscire dall’anonimato e introdurre nuove figure professionali

Oggi il 53% delle imprese che vendono tramite Amazon detiene un marchio di proprietà: il 23,3% delle aziende che non possedeva un brand ne ha acquisito uno proprio in seguito all’affiliazione.  Questa decisione nasce dalla necessità di “uscire dall’anonimato”, ma in alcuni è stata decisiva nel determinare l’incremento del fatturato. Inoltre, lo sviluppo di un marchio di proprietà è legato anche all’ampliamento del catalogo dei prodotti (74%). La collaborazione con il marketplace ha portato però anche cambiamenti a livello di personale assunto: il 47% delle imprese ha introdotto nuove figure professionali, che probabilmente non avrebbe inserito senza la collaborazione con Amazon.

Agricoltura lombarda cresce nel 2021, ma redditività a rischio

“Le imprese agricole lombarde nel 2021 hanno raggiunto traguardi importanti con una crescita a due cifre – dichiara Gian Domenico Auricchio, presidente Unioncamere Lombardia -. L’incremento dei costi però è diventato quasi insostenibile nella seconda parte dell’anno”. Secondo l’indagine congiunturale e le prime stime dell’annata agraria 2021 di Regione Lombardia e Unioncamere per l’agroalimentare lombardo nel 2021 si stima un incremento del valore della produzione di oltre il 10% rispetto al 2020. Anche l’export ha fornito una spinta importante, con una variazione nei primi nove mesi del 2021 pari al +10,9%, consentendo agli scambi di raggiungere un nuovo massimo storico. Cresce però anche la preoccupazione degli imprenditori per la crescita dei costi. I rincari infatti hanno colpito tutti i settori agricoli, soprattutto gli allevamenti, che hanno visto una progressiva erosione dei margini di redditività.

L’aumento dei costi produttivi preoccupa gli imprenditori 

Ai risultati positivi nel 2021 ha corrisposto un aumento percentuale superiore del valore dei consumi intermedi tra il +12,3% e il +12,5%, risultante da un limitato incremento quantitativo e da un rilevante incremento dei prezzi.  L’indagine congiunturale conferma poi una dinamica positiva del fatturato. Tutti gli intervistati da Unioncamere hanno però manifestato forte preoccupazione per la crescita dei costi produttivi, iniziata nel primo semestre 2021 con le commodities cerealicole, e divenuta particolarmente rilevante nella seconda parte dell’anno, con incrementi dei prezzi di petrolio ed energia, seguiti dai rincari degli imballaggi. L’indice relativo ai costi produttivi rilevato nell’indagine ha infatti raggiunto nel quarto trimestre il massimo della serie storica.

La diversa evoluzione di prezzi genera differenze tra i settori

Nonostante ciò, le valutazioni sull’andamento degli affari sono prevalentemente positive, grazie alla crescita delle quotazioni dei principali prodotti agroalimentari lombardi, anche se la diversa evoluzione di prezzi e costi ha generato differenze importanti tra un settore e l’altro. In particolare, i cereali hanno beneficiato di quotazioni record, il vino ha mostrato un deciso miglioramento dopo la crisi del 2020, il comparto lattiero-caseario e le carni sono stati favoriti dalla dinamica delle quotazioni, a seguito del calo di alcune importanti produzioni estere. Tuttavia sono gli allevamenti ad aver risentito in misura maggiore della crescita dei costi, soprattutto suinicoltura e avicoltura, trattandosi di sistemi produttivi ad alto consumo di energia e mais nella razione degli animali.

Le difficoltà del settore lattiero-caseario

Il settore lattiero-caseario gioca un ruolo di primo piano all’interno dell’agricoltura lombarda, ma è particolarmente esposto alle dinamiche globali dei prezzi, dovendosi confrontare con la competizione dei prezzi internazionali e il potere contrattuale degli attori a monte e a valle della filiera Il rischio di mercato riguarda la volatilità dei prezzi agricoli, sia dal lato dei prodotti venduti sia di quelli acquistati, che si traduce nella difficoltà a programmare correttamente gli investimenti e nei rischi per la redditività aziendale. La zootecnia da latte lombarda deve quindi trovare soluzioni nelle singole iniziative aziendali e attraverso una strategia di settore. Come? Puntando a una crescita sostenibile della produzione di latte, salvaguardare i redditi dei produttori, mantenere/migliorare la valorizzazione dei prodotti e rafforzare e razionalizzare le filiere.

Rapporto Manageritalia, le donne alla conquista dei vertici aziendali

Primo, vero anno di pandemia, e di conseguenza di crisi generalizzata, il 2020 ha visto anche l’aumento delle donne ai vertici delle aziende italiane. Il dato emerge dal Rapporto di Manageritalia sui dirigenti privati reso noto come ogni anno per la Festa della donna con un’elaborazione degli ultimi dati ufficiali Inps.
“La crescita del numero delle dirigenti e dei dirigenti – afferma Mario Mantovani, presidente Manageritalia – dimostra come anche durante la pandemia le aziende strutturate abbiano puntato su competenze e gestione manageriale per resistere e prepararsi a cogliere le opportunità del loro specifico mercato nel post pandemia. Un chiaro segno della necessità di affrontare le crisi puntando su un approccio manageriale e strategico capace di gestirle con successo le trasformazioni anche repentine, arrivando a definire quei cambiamenti nei modelli di business e nell’organizzazione del lavoro indispensabili per competere”.

I numeri della crescita

Più donne, dicevamo. Ma quante di più? Non molte, ma conta il trend. Se nel 2019 i dirigenti uomini erano 94.332 e le donne 21.116, nel 2020 aumenta il numero di queste ultime del 4,9% (22.147) mentre diminuisce dello 0, 37% il numero degli uomini (-353). Il dato totale dei dirigenti, grazie esclusivamente alla crescita delle donne manager, registra un incremento dello 0,59%, con 678 dirigenti in più nel 2020 rispetto al 2019.
“Il fatto che a trainare la crescita dei dirigenti siano state le donne – prosegue Mantovani – è la conferma dei fenomeni in atto: nella dirigenza privata da anni si vedono uscire coorti quasi esclusivamente maschili ed entrare nuovi manager che sempre più spesso sono donne, scelte per formazione, competenze e capacità. E tutto questo trova una spinta formidabile nel parallelo fenomeno che avviene tra le donne che ricoprono in azienda un ruolo di quadro, che avanzando poi di carriera diventano dirigenti”.

Dal 2008, piccoli numeri per grandi cambiamenti

Ampliando il periodo di osservazione agli anni compresi tra il 2008 e il 2020, si osserva che in questi ultimi 12 anni a fronte di un calo dei dirigenti del 2,4%, le donne sono cresciute del 56,3%, mentre gli uomini sono diminuiti del 10,3%. Un fenomeno spiegabile con la maggior presenza delle donne nella fascia più giovane dei dirigenti (33% tra gli under 35) e tra i quadri. In questi casi, dunque, la ‘quota rosa’ incide nei processi di ricambio generazionale.
Dall’analisi dei dati regionali la crescita dei dirigenti nell’ultimo anno è più elevata in Basilicata (+5,2%), seguita da Umbria (+3,5%), Sardegna (+2,8%) e Lombardia (+1,5%). Le donne dirigenti sono cresciute in tutte le regioni, eccetto Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia e Molise. A livello settoriale crescono soprattutto i settori della sanità (+8,6%), dei servizi di informazione e comunicazione (4,7%), attività professionali, scientifiche e tecniche (4%) e attività immobiliari (3,7%).