Spesso, di fronte al timore di non avere i requisiti per poter accedere a un mutuo, e di conseguenza, ricevere una risposta negativa da parte dell’istituto di credito, si rinuncia a inoltrare domanda. Di fatto, nel 2023 le compravendite immobiliari sono calate del 10%, e molti italiani hanno rinunciato ad acquistare una casa. Oltre alle motivazioni oggettive, come l’aumento dei tassi e dell’inflazione, la riduzione delle risorse economiche, a volte si tratta di motivazioni psicologiche. Per questo, Facile.it condivide le 5 risposte alle altrettante paure più diffuse degli aspiranti mutuatari.
La prima, è appunto quella di non riuscire a ottenere il mutuo nel caso la banca rifiuti la richiesta. E il consiglio è non fermarsi alla prima banca: ogni istituto di credito applica politiche diverse in materia di concessione del finanziamento, quindi è sempre bene confrontare le offerte di più banche.
Fisso, variabile, misto o con cap?
La scelta del tasso (fisso, variabile, misto, con cap, ecc.) può sembrare complessa. La prima considerazione è che, in assoluto, non esistono soluzioni giuste o sbagliate, la scelta va presa in funzione delle caratteristiche di ciascuno. Sebbene al momento attuale i tassi fissi siano nettamente più vantaggiosi rispetto a quelli variabili, non è detto che in futuro le cose non possano cambiare.
Qualora si dovesse cambiare idea dopo aver sottoscritto il finanziamento, o dovessero cambiare le condizioni di mercato, si può sempre provare a rinegoziare il mutuo tramite un accordo con la propria banca o a surrogare, spostandolo presso un altro istituto di credito.
Il dilemma della durata
La durata del mutuo è un aspetto a cui fare molta attenzione perché determina il peso della rata mensile e gli interessi che graveranno sul finanziamento. Anche in questo caso, non esiste una scelta giusta o sbagliata in assoluto. Il consiglio è identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, tenendo in considerazione che all’aumentare della durata del mutuo, gli interessi complessivi cresceranno e le rate mensili caleranno, viceversa, più sarà corto il finanziamento, meno interessi si pagheranno, ma l’esborso mensile sarà più alto.
Come per la scelta del tasso, rimane valida la possibilità di rinegoziare o surrogare il finanziamento, variando così la durata.
Se la rata lievita considerare la surroga, o una polizza in caso di imprevisti
La possibilità che la rata cambi durante il piano di ammortamento riguarda solo il tasso variabile. Di fronte a un aumento importante del peso della rata le soluzioni sono due: allungare il piano di finanziamento o provare a cambiare banca, cercando soluzioni più convenienti attraverso la surroga.
Ma poiché le banche non sono obbligate a concedere una rinegoziazione o la surroga, bisogna evitare di bussare all’istituto di credito quando si è già con l’acqua alla gola.
Può anche accadere che nel corso del piano di ammortamento si presenti un evento inaspettato, come un licenziamento. Diverse banche offrono insieme al mutuo servizi accessori, come la possibilità di sospendere il rimborso delle rate per un periodo determinato. Oppure, si può valutare la sottoscrizione di una polizza che tuteli in caso di perdita di lavoro, infortunio o decesso.